Martedì, 2 Marzo 2021

Italia "Far West"? L'estate infuocata delle violenze contro gli stranieri

Il presidente della Repubblica mette in guardia: "L'Italia non può assomigliare a un Far West", mentre il ministro dell'Interno Salvini replica: "Nessun allarme razzismo". Da inizio giugno a oggi, sono molti ormai i casi di aggressioni e violenze nei confronti di stranieri in tutta Italia

Bersaglio di colpi sparati da armi ad aria compressa. Insulti. Botte. Violenze. Ormai non passa giorno senza che nelle cronache finiscano notizie di stranieri vittime di aggressioni. Un clima di tensione che preoccupa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha parlato di "barbarie", invitando i cittadini ad essere responsabili e a collaborare per il bene comune perché "l'Italia non può assomigliare a un Far West". 

Preoccupazioni che invece il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini sembra non avere. "Non diciamo sciocchezze", ha detto riferendosi a chi parla di un'emergenza in Italia dopo l'ennesima aggressione, quella all'atleta Daisy Osakue, nata in Italia da genitori nigeriani, colpita al volto la notte scorsa da uova lanciate da un'auto in corsa mentre stava attraversando la strada da sola. A lei sono arrivati gli auguri di pronta guarigione da parte del titolare del Viminale, che poi ha ricordato: "Ogni aggressione va punita e condannata, sono e sarò sempre a fianco di chi subisce violenza. Di certo l’immigrazione di massa permessa dalla sinistra negli ultimi anni non ha aiutato, per questo sto lavorando per fermare scafisti e clandestini". Dichiarazioni che ribadiscono quanto detto nei giorni scorsi: l'allarme razzismo non è altro che "un'invenzione della sinistra" e "gli italiani sono persone perbene ma la loro pazienza è quasi finita".

Anche l'altro vicepremier, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, ha detto di non riconoscere in Italia nessun allarme razzismo: "Si sta usando questo argomento perché chi vuole sentirsi di sinistra, e non lo è più, lo usa per accusare Matteo Salvini di essere di estrema destra". 

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La lunga estate calda: aggressioni e insulti contro stranieri da Nord a Sud

L'aggressione a Daisy Osakue è l'ultima in ordine di tempo di una serie di agguati nei confronti di migranti e stranieri, a partire dal caso dell'11 giugno scorso registrato a Caserta, quando colpi di pistola ad aria compressa sono stati esplosi contro due giovani originari del Mali al grido "Salvini, Salvini". Uno dei due migranti, ospiti di una struttura Sprar del Comune, è stato ferito all'addome. L'altro colpo esploso nella loro direzione è invece caduto nel vuoto. A sparare tre giovani italiani a bordo di un'auto in corsa.

Pochi giorni dopo, il 20 giugno a Napoli lo chef 22enne Konate Bouyagui, originario del Mali ma residente in Italia con regolare permesso di soggiorno, mentre tornava a casa è stato ferito all'addome da un piombino sparato da due ragazzi a bordo di una macchina, fuggita poi nella notte. Bouyagui rimane a terra qualche istante prima di essere soccorso e portato in ospedale in forte stato di shock.

Un mese dopo, uno degli episodi più inquientanti: il 17 luglio una bimba romena di un anno, residente nel campo nomadi di via di Salone a Roma, viene ferita alla schiena da un piombino, sparato da una pistola ad aria compressa. A sparare, dal balcone della sua abitazione, un pensionato di 59 anni, ex dipendente del Senato. Denunciato per lesioni personali aggravate dall'uso delle armi, l'uomo si è difeso sostenendo di aver sparato accidentalmente.

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Il 26 luglio un immigrato 33enne originario di Capo Verde è stato ferito da un piombino alla schiena mentre stava lavorando su una pedana mobile a sette metri di altezza a Cassola (Vi). A sparare, con un fucile ad aria compressa, secondo le indagini dei carabinieri, sarebbe stato un 40enne che abita in un condominio nei pressi del luogo del ferimento.

Poi l'esclation di questi ultimi giorni: il 19enne cameriere senegalese picchiato nel palermitano al grido di "vattene sporco negro" e il caso del presunto ladro trovato morto ad Aprilia, in provincia di Latina, dopo che due italiani di 40 anni lo hanno inseguito in auto e affrontato perché sospettato di essere un ladro.

Se da un lato il governo nega che sia in atto un'emergenza, dal Pd il segretario Maurizio Martina lancia una mobilitazione nazionale a settembre contro il clima d'odio che si è creato nel paese, mentre il suo partito chiede a Salvini di venire a riferirei in aula sui recenti fatti. 

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