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Domenica, 3 Marzo 2024
lo scenario

Quant'è importante il Nord Stream

Nord Stream, il gasdotto che trasporta gas dalla Russia verso l'Europa, potrebbe essere stato sabotato: gli scenari sono cupi

Il gasdotto Nord Stream ha subìto danni definiti "senza precedenti" dall'operatore della rete e ha versato nel Mar Baltico il suo contenuto, con l'acqua che è letteralmente ribollita a causa del gas che si è disperso, come si vede dai video diffusi dalle autorità. I danni riguardano tre condotte dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, che dalla Russia trasportano gas verso l'Europa. È impossibile stimare quando potrà essere ripristinata la capacità di funzionamento dei due gasdotti, con i dubbi su un possibile attentato alle condutture che diventano ora dopo ora sempre più concreti. Cosa cambia in concreto per le forniture di gas all'Italia dopo i danni ai Nord Stream?

Cosa è successo ai Nord Stream: il video

Il gasdotto Nord Stream è stato danneggiato in tre punti differenti delle sue condutture che corrono sotto la superficie del Mar Baltico. Le perdite sono state improvvise e giudicate "inspiegabili". Le autorità svedesi hanno immediatamente alzato l'allerta per proteggere le infrastrutture energetiche, mentre le autorità danesi hanno anche innalzato il livello di vigilanza del settore dell'elettricità e del gas al livello arancione.

Una delle perdite del Nord Stream 1 si è verificata nella zona economica esclusiva della Danimarca, l'altra in quella svedese. La navigazione è vietata entro un raggio di cinque miglia nautiche (circa 9 chilometri), oltre al sorvolo nel raggio di un chilometro. Alcune ore prima un'altra perdita aveva interessato il Nord Stream 2. L'ipotesi è che i gasdotti possano aver subito un attacco: due forti esplosioni sono state infatti registrate nella notte tra lunedì e martedì dall'istituto di geofisica svedese, immediatamente precedenti ai guasti. 

Nord Stream, dov'è il gasdotto che porta il gas dalla Russia in Europa: cosa cambia per le forniture di gas dell'Italia

Da dove arriva il gas in Italia

Dopo che il governo italiano ha avviato una politica di emancipazione dalle forniture russe, insieme ai tagli decisi da Gazprom e ai problemi dei Nord Stream, il nostro paese ha di fatto cambiato partner energetici, sostituendo il gas dalla Russia con quello di altri paesi. Se nel 2021 la Russia era il paese da cui l'Italia dipendeva di più per il gas ora non è più così: siamo passati dal 40 per cento delle forniture totali dell'anno scorso all'attuale 23,6 per cento, secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Transizione ecologica elaborati da Today e relativi al periodo tra gennaio e luglio 2022. Ora, il paese da cui l'Italia importa più gas è l'Algeria con il 29,6 per cento delle forniture che arrivano dal gasdotto di Mazara del Vallo, il Transmed

Clicca qui se non vedi il grafico con le nuove forniture di gas per l'Italia

La differenza tra il periodo gennaio luglio del 2021 e gennaio-luglio 2022 è evidente: l'Italia ha importato il 38,2 per cento di gas in meno dalla Russia tramite il gasdotto di Tarvisio, compensando con l'aumento delle forniture da Algeria (+ 3,3 per cento), Norvegia e Paesi Bassi (355,9 per cento), Azerbaigian (73,2 per cento) e dal Gas naturale liquefatto (Gnl), aumentato del 27,8 per cento. Man mano che i dati verranno aggiornati la percentuale russa sul totale delle forniture italiane diminuirà ancora, magari arrivando definitivamente ad azzerarsi.

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Dove sono i gasdotti in Italia: la mappa

La distribuzione del gas in Italia è gestita da Snam grazie a una rete di gasdotti che copre in modo capillare il paese. Da dove arriva il gas in Italia? Il gas arriva dall'estero in 5 punti principali di ingresso sul territorio nazionale, in corrispondenza dei gasdotti di: 

  • Tarvisio, Friuli Venezia Giulia: qui arriva la totalità del gas russo, tramite il TAG (Trans Austria Gas) che porta in Italia il gas dalla Russia passando attraverso Ucraina, Slovacchia e Austria. Ha un secondo "ramo" che entra in Italia a Gorizia passando dalla Slovenia. L'impatto dei danni al Nord Stream riguarda l'Italia in parte, perché la quasi totalità delle forniture russe arriva a Tarvisio tramite il gasdotto che attraversa l'Ucraina e poi l'Austria;
  • Passo Gries, Piemonte: da qui passa il gas che arriva dai giacimenti del Mare del Nord tramite Transitgas, il gasdotto proveniente da Norvegia e Olanda;
  • Mazara del Vallo, Sicilia: qui arriva il Transmed che collega l'Algeria all'Italia tramite la Tunisia fino al punto di ingresso di Mazara del Vallo. Ad oggi l'Algeria è il primo paese per esportazioni di gas in Italia;
  • Gela, Sicilia: a Gela arriva l'altro gasdotto proveniente dall'Africa, il Greenstream, proveniente dalla Libia. Si tratta del gasdotto più lungo del Mar Mediterraneo;
  • Melendugno, Puglia: in Puglia c'è il Tap (Trans Adriatic Pipeline) che trasporta il gas dell'Azerbaijan verso il Nord Europa.

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Cosa cambia per l'Italia con i danni ai Nord Stream

La Russia ha tagliato le forniture di gas all'Europa tramite il Nord Stream 1 prima di sospendere del tutto i flussi a fine agosto, sostenendo che le sanzioni occidentali ne impediscono la manutenzione tecnica. L'Europa da parte sua considera lo stop un blocco unilaterale delle forniture. Il nuovo gasdotto Nord Stream 2 è da poco stato completato ma non è mai entrato in funzione, dopo che il governo tedesco si era rifiutato di dare le necessarie autorizzazioni all'avio del gasdotto dopo le esercitazioni militari russe congiunte alla Bielorussia. 

Come visto, il gas che arriva in Italia dalla Russia non proviene dai Nord Stream, ma dai gasdotti lungo l'Ucraina. Le conseguenze però ci sono, il mercato ne sta già risentendo. Il prezzo del gas è tornato a salire dopo settimane di cali e le implicazioni sulla sicurezza energetica dei paesi europei sono considerevoli. La Germania ormai riceve gas solo dalla Russia solo tramite il gasdotto Yamal: se anche quello dovesse saltare le conseguenze socio-economiche sarebbero devastanti, con diverse aziende che sarebbero costrette a de-localizzare per poter continuare la produzione, con ricadute pesanti sull'occupazione.

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