Caos scuola: le regioni che rinviano l'apertura e i primi casi positivi tra gli studenti

Sale l'allarme in vista del 14 settembre. I presidi denunciano la consegna in ritardo dei banchi monoposto e la mancanza di aule adeguate e professori, Conte parla di "un contesto non facile". Cosa sta succedendo a pochi giorni dalla riapertura (in ordine sparso)

"Abbiamo lavorato intensamente per il ritorno a scuola, un ritorno che avverrà in un contesto nuovo e non facile in ragione della pandemia. Il rientro in classe delle ragazze e dei ragazzi in piena sicurezza sono, sono stati e saranno obiettivi prioritari di questo governo". Parole del premier Giuseppe Conte che in una conferenza stampa oggi a palazzo Chigi ha affrontato il tema della riapertura delle scuole.

E ancora: "Altri Paesi stanno avendo delle difficoltà: è successo in Germania, dove sono state chiuse delle scuole in seguito ai contagi, Francia, Stati Uniti. E' uno scenario inevitabile che dobbiamo predisporci ad affrontare senza lasciarci sopraffare da queste difficoltà. Nessuno di noi ha la bacchetta magica. Ma le famiglie non devono dubitare di una cosa, che abbiamo fatto il massimo. Questa per noi è una grande opportunità".

Il rientro a scuola è "un faro" per il governo, dice Conte, ma anche fonte di incertezza e preoccupazione. E non potrebbe essere altrimenti, dato che per ammissione stessa del premier il contesto è nuovo e "non facile". La verità però è che, al di là dell'approccio incoraggiante del premier e degli sforzi profusi in questi mesi di "preparativi" dopo la chiusura forzata, le incognite che pesano sul rientro tra i banchi sono ancora molte. Di più: regna il caos.

I presidi: "Difficile riaprire il 14 settembre"

Partiamo dall'allarme dei presidi che proprio oggi hanno segnalato le criticità ancora non superate. Consegna in ritardo dei banchi monoposto, lavori di adeguamento delle aule non ultimati e carenza di organico: sono questi i tre punti che preoccupano i dirigenti scolastici che temono che non sia possibile aprire tutti gli istituti contemporaneamente.

A parlare è il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. "Tutto il personale scolastico è impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il 14 settembre. E' evidente, però, che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto è in grave ritardo. Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l'assegnazione piena dell'organico, ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio". E se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, afferma Giannelli, "è oggettivamente difficile pensare che il termine del 14 settembre sia rispettato ovunque: è opportuno dunque valutare la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali".

Le regioni che hanno già posticipato l'avvio della scuola

"L'anno scolastico inizierà regolarmente il 14 settembre anche se alcune regioni nella loro discrezionalità e autonomia hanno deciso di posticipare le aperture", ha aggiunto il presidente del Consiglio. Le scuole non sono pronte, non tutte almeno. E questo sia per i ritardi ministeriali che per l'imminente appuntamento elettorale del 20 e 21 settembre (referendum e regionali). Già sette regioni hanno posticipato l'avvio: Friuli Venezia Giulia (il 16), Sardegna (il 22), Puglia (il 24) a cui si sono aggiunte Campania, Abruzzo, Basilicata e Calabria (il 24). In queste ore nuove amministrazioni territoriali stanno valutando se possono spostare la data della partenza delle lezioni oltre lunedì 14 settembre.

Conte ha parlato anche del rischio contagio tra i banchi e delle regole da seguire per garantire la sicurezza: "La mascherina sarà obbligatoria in entrata e in uscita, non al banco. Più docenti e meno alunni in classe. I presidi decideranno sugli ingressi scaglionati. Per ripartire bene occorrerà uno sforzo collettivo, dobbiamo essere consapevoli che ci saranno delle difficoltà. Mettiamo in conto che ci saranno nuovi contagi, abbiamo disposto un prontuario per affrontare queste difficoltà".

I primi casi positivi tra gli studenti a scuola

"A scuola ci sono delle regole, delle misure sanitarie, ma anche adulti preparati. La scuola è il luogo meno rischioso", ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina durante la conferenza stampa a palazzo Chigi. Ma i primissimi dati riferiti agli istituti che in questi giorni hanno riaperto non sono purtroppo confortanti. Il primo caso di coronavirus in un asilo è stato registrato pochi giorni fa a Pergine Valsugana, in Trentino Alto Adige. Nelle scorse ore un caso di coronavirus si è registrato in un asilo di Piacenza: un bimbo è risultato positivo al tampone dopo che un suo familiare è stato contagiato. Il piccolo aveva partecipato al giorno di apertura dell'istituto lo scorso primo settembre. Tutti negativi i tamponi ai compagni e alle maestre, informa l'Ausl.

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A Reggio Emilia uno studente 15enne di un liceo è anch'egli risultato positivo al tampone per il coronavirus: il giovane ha partecipato ad alcuni corsi di recupero assieme a quattro compagni e a un insegnante. Tutti si sottoporranno al tampone nei prossimi giorni. E a causa di un sospetto caso di coronavirus al liceo Dolci di Palermo è stato imposto lo stop ai corsi di recupero: si rende necessaria una nuova sanificazione di tutto l'edificio scolastico. La prima interruzione delle attività in presenza del liceo di Brancaccio arriva così ancor prima che gli studenti tornino sui banchi.

"A poche ore dalla riapertura della scuola hanno bloccato tutto, cosa faccio coi miei figli?"

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