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Venerdì, 20 Maggio 2022
Psicologia e Coppia

Depressione grave, trovata nuova cura efficace nell'80% dei casi

Il trattamento prevede una stimolazione cerebrale magnetica, e potrebbe rappresentare un punto di svolta nella cura della malattia che colpisce oltre 300 milioni di persone al mondo

La depressione è il disturbo mentale più diffuso in assoluto. Sono oltre 300 milioni le persone colpite nel mondo, 40 milioni in Europa e oltre 3 milioni in Italia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è la prima causa di disabilità a livello mondiale soprattutto in riferimento alle forme più severe. L’era pandemica ha poi visto un aumento notevole di casi anche nella fascia d’età pediatrica e adolescenziale. Molte volte il disagio mentale è tale da insidiare in chi ne soffre la sensazione di non avere una via di uscita, anche perchè, purtroppo, la metà dei pazienti soffre di una forma di depressione resistente al trattamento: solo 1 su 2 riceve una cura efficace, mentre il 30% non risponde alle terapie standard o diventa resistere al trattamento. In questi casi nessun tipo di farmaco o terapia sembra aiutare. 

Una speranza per i pazienti che soffrono di depressione grave arriva, però, da un recente studio della Stanford University che ha messo a punto una nuova terapia (Stanford neuromodulation therapy o SNT) che utilizza la stimolazione cerebrale magnetica. Dai risultati della ricerca, pubblicata sull'American Journal of Psychiatry, emerge che il trattamento ha funzionato bene contro la depressione grave e fornito benefici duraturi per il paziente, portando a una remissione della malattia in quasi l'80% dei casi. “Il trattamento funziona bene, agisce rapidamente e non è invasivo", ha affermato Nolan Williams, MD, assistente professore di Psichiatria e Scienze comportamentali -. Potrebbe essere un punto di svolta".

Come funziona il protocollo SNT

Il nuovo protocollo si basa su un trattamento di stimolazione già approvato precedentemente dalla Food and Drug Administration, chiamato "Stimolazione theta-burst intermittente" (iTBS), che però presenta diversi limiti: la cura richiede molto tempo e l’efficacia varia da soggetto a soggetto. I ricercatori della Stanford University hanno così deciso di avviare uno studio con l’obiettivo di superare questi limiti, sviluppando un nuovo protocollo iTBS accelerato: la "Terapia di neuromodulazione Stanford" (SNT).

Mentre il trattamento di iTBS prevede l’invio di impulsi magnetici verso la regione del cervello che si pensa sia coinvolta nella depressione, ogni giorno per sei settimane, l’SNT indirizza gli impulsi in modo più diretto in base alle esigenze di ogni singolo paziente, aumentando o riducendo in base a questo il numero di impulsi. Uno dei principali vantaggi di questo nuovo protocollo è sicuramente la durata, ma anche l'efficacia: gli impulsi vengono forniti in un lasso di tempo molto più breve, con 10 sessioni da 10 minuti, separate da pause di 50 minuti, nell'arco di cinque giorni consecutivi. 

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L’esperimento

Al fine di testare questo nuovo protocollo, i ricercatori hanno arruolato 29 pazienti con depressione grave resistente al trattamento che hanno diviso in due gruppi: il primo (14 pazienti) ha ricevuto la nuova cura (SNT) e l’altro (15 pazienti) ha ricevuto un trattamento fittizio. 

I risultati

Dopo soli cinque giorni di trattamento, il 78,6% dei partecipanti che hanno ricevuto l’SNT ha mostrato una remissione della malattia e soddisfatto diversi requisiti per non essere più diagnosticato come depresso. Dei 14 partecipanti trattati con SNT, 12 hanno visto un miglioramento dei loro sintomi in quattro settimane e 11 hanno visto una remissione completa della malattia, mentre solo due dei 15 pazienti nel gruppo che ha ricevuto il trattamento fittizio, soddisfacevano gli stessi requisiti. Alcuni pazienti hanno avuto degli effetti collaterali, tra cui affaticamento temporaneo e mal di testa, ma, nonostante questo, grazie alla Terapia di neuromodulazione Stanford hanno avuto un netto miglioramento nella gran parte dei casi. "Questi risultati incoraggianti - hanno dichiarato i ricercatori - potremmo averli anche su campioni di dimensioni maggiori". 

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La testimonianza di un paziente 

“Il trattamento ha rappresentato un grande successo per me. Ero alla ricerca di un rimedio alla mia depressione da decenni", ha dichiarato Tommy Van Brocklin, paziente di 60 anni affetto da depressione grave. “Mi veniva detto - ha continuato il paziente - che non mi impegnavo abbastanza. Ma, finalmente, dopo questo trattamento, ho visto un enorme miglioramento. Dopo il terzo giorno, all'improvviso, mi sono sentito molto meglio. Questa cura ha rivoluzionato la mia vita. Dormo meglio. Ho completamente smesso di bere alcolici. Porto a spasso il mio cane e suono di nuovo la chitarra, per la pura gioia di farlo”. 

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