Partiti ad personam: benvenuti nella Terza Repubblica, così uguale alla Prima

Dopo il bipolarismo degli anni zero il governo giallorosso nel segno di una legge elettorale proporzionale potrà inaugurare una nuova stagione politica: alle prossime elezioni gli italiani potrebbero già trovare i partiti di Calenda, Toti e Briatore

Il premier Giuseppe Conte saluta all'uscita dal Parlamento europeo, Bruxelles, 11 settembre 2019.

Votare il taglio dei parlamentari in cambio di una nuova legge elettorale di stampo proporzionale: alla base del nuovo governo giallorosso c'è il patto di palazzo Chigi, per certi versi non dissimile a quello stretto nel 2014 al Nazareno tra Berlusconi e Renzi. Allora fu l'italicum, ora - nelle intenzioni espresse da neo premier Conte - la nuova legge elettorale dovrà favorire "l'accesso democratico alle formazioni minori". 

Una traiettoria ormai chiara che, dopo il bipolarismo degli anni zero, avvicina quella che da più parti è stata definita "Terza Repubblica" alle dinamiche politiche degli anni '70-'80, ovvero governi frutto di alleanze strette in un parlamento popolato da una risma di "partitini". 

Pd verso il diluvio: la scissione Calenda (aspettando Renzi)

L'accordo di governo ha finito per sfilacciare le posizioni all'interno delle due principali forze che sostengono il Conte bis. Tra i dem è iniziata una vera resa dei conti. Tra i più scettici c'è il sentore che l'esperienza di governo avrà breve durata: dopo il voto della riforma della giustizia Bonafede - per dirla con le parole dell'ex ministro Pd Stefano Esposito - "verrà il diluvio". 

Nel Partito Democratico il primo ad allontanarsi dal nuovo corso è stato l'ex ministro e ora eurodeputato Carlo Calenda. Dopo l'annuncio delle dimissioni dalla direzione Pd ha inziato a portar avanti con maggiore entusiasmo un nuovo movimento liberal-progressista: "Siamo Europei", nato come piattaforma per le ultime elezioni, è entrato per la prima volta nelle rilevazioni dei sondaggi e potrebbe attrarre chi - deluso dalla segreteria di Zingaretti - si allontanerà dal Nazareno. 

Il primo nome di peso a seguire Calenda è quello del senatore Matteo Richetti che - dopo essersi astenuto al momento della fiducia al nuovo governo - ha lasciato il Pd per entrare nel gruppo Misto di Palazzo Madama. 

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Il benvenuto di Calenda a Matteo Richetti via twitter

Con la ripresa dei tradizionali talk televisivi tornano anche i sondaggi e grazie alla rilevazione di Euromedia per Porta a Porta si segnalano anche i primi dati relativi a movimenti che fino all'estate erano fagocitati dai partiti più grandi.

La caduta di Berlusconi e lo scisma in Forza Italia

Entrano così "in classifica" sia il già citato Siamo Europei di Carlo Calenda che la nuova formazione guidata da Giovanni Toti: il presidente della Regione Liguria ha finito per strappare a Forza Italia un primo plotone di amministratori locali che hanno dato il proprio appoggio a una corrente che si sta facendo partito. Alla Camera sono già 5 i deputati - Manuela Gagliardi, Stefano Benigni, Claudio Pedrazzini, Giorgio Silli e Alessandro Sorte - a formare la nuova componente "arancione" del Gruppo Misto. 

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Ad accordarsi al motto "Cambiamo!" sono per ora una percentuale di poco superiore al punto percentuale ma è l'ennesima conferma che nel nuovo spazio poltico post ideologico vi sia spazio per (quasi) tutti. 

Il grande fantasma della stagione politica che si va ad inaugurare con il nuovo governo è Matteo Renzi. Il suo è un partito che ancora non c'è ma già pesa: burattinaio dell'accordo stretto dal segretario Pd Nicola Zingaretti e dal capo politico del M5s Luigi Di Maio, l'ex premier da tempo è in predicato di dare forma ad un nuovo partito di centro che nasca dagli ormai noti "comitati di azione civica - ritorno al futuro". 

Su instagram nasce il partito di Briatore

Nel frastuono della crisi ferragostana non è passato sotto silenzio la nascita di un nuovo soggetto politico tenuto a battesimo da Flavio Briatore. L'eccentrico patron del Billionaire dopo averlo annunciato la sua discesa in campo, ha messo in moto il "Movimento del Fare" quella che lui stesso definisce una "Fucina delle Idee".

Nell'attesa di capire se l'imprenditore piemontese possa davvero dare vita ad un nuovo movimento/partito politico di stampo indipendente, dobbiamo annotare come l'ex manager abbia già un suo simbolo: una sorta di ala tricolore, formata da una freccia bianca e da 'piume' verdi e rosse. 

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"La Fucina delle Idee buone e concrete è in moto. Stiamo lavorando, a servizio del Paese e degli Italiani" scrive Flavio Briatore sul suo profilo Instagram. 

Sondaggi, qualcosa sta cambiando: Meloni supera Di Maio e Zingaretti 

Tirando le somme annotiamo come solo nell'ultimo mese la terza repubblica nata nel segno dell'avvocato degli italiani abbia visto la nascita di ben tre "mini" partiti che in attesa di trovare una propria pelle saranno diligentemente archiviati con il loro patronimico: il partito di Calenda, il partito di Toti e il partito di Briatore. 

È la terza repubblica, bellezza. E se la nuova maggioranza partorirà una legge elettorale proporzionale ve ne sarà spazio per tanti ancora.

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