Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Terremoto Centro Italia, un anno dopo: tutti i video

Su Today.it vi abbiamo raccontato in tutti questi mesi come la solidarietà si è messa in moto già il 24 agosto e ha poi attraversato il gelido inverno, senza fermarsi mai, nonostante i numerosi problemi e le inevitabili polemiche

Il "corso" di Amatrice sei mesi dopo la scossa di agosto

Tutto è iniziato alle ore 3:36 del 24 agosto 2016. Tutto è cambiato per sempre alle 3:36 del 24 agosto 2016.

La sequenza sismica in Italia Centrale

Gli eventi sismici del Centro Italia del 2016 e del 2017, definiti dall'INGV "sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso", hanno causato quasi 300 vittime e la devastazione di alcuni storici centri dell'Italia interna. Quel cuore dell'Italia interna che batte forte, e che ora sta utilizzando tutte le sue energie per ripartire, tra mille difficoltà.

Quasi 300 vittime

Il numero delle vittime è stato particolarmente alto perché i territori colpiti, che d'inverno sono abitati da un modesto numero di residenti, erano in quel momento nel pieno della stagione turistica.

Le scosse di ottobre e gennaio

Poi le altre scosse del 26 ottobre, 30 ottobre hanno causato ulteriori gravi danni e quella del 18 gennaio ha probabilmente indirettamente causato la slavina che si è abbattuta sull'Hotel Rigopiano, sotto le cui macerie sono morte 29 persone.

La lunga ricostruzione post-sisma

Su Today.it vi abbiamo raccontato sin dai primi minuti dopo la prima scossa come la solidarietà si fosse messa subito in moto, e quali siano ancora oggi le situazioni più critiche nel complicato processo di ricostruzione. Una ricostruzione che segnerà la rinascita di un territorio messo in ginocchio dalle scosse, provato, ma non vinto.

Nessuna new town

Una ricostruzione lontana dal "modello Bertolaso" (usato a L'Aquila, dove la gestione è stata fortemente centralizzata): si è preferito ricorrere alle ordinarie procedure amministrative, dando più poteri in mano ai sindaci. Nessuna new town, Amatrice, Accumoli e gli altri comuni rinasceranno (lo stanno già fcendo in alcuni casi) proprio la dove sono sempre stati, da secoli.

Le brigate della solidarietà attiva

Tra le macerie del terremoto in pieno inverno c’era chi lavorava per riportare il sorriso sui volti di chi aveva perso tutto. I briganti della solidarietà attiva al lavoro nel cratere tra Amatrice e Norcia raccontavano a Today.it: "Prima di aiutare i terremotati parliamo con loro e sentiamo di cosa hanno bisogno. Applicare un modello predefinito uccide i territori". Dall'agroalimentare alle economie sostenibili per ridar vita alle imprese del territorio. E lo Stato, a volte, sembra proprio non esserci.

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