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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Caso Alitalia

Alitalia, tutti d'accordo: ci pensa Poste (e Unicredit)

Al termine di un Cda fiume arriva il sì all'unanimità: pronto l'aumento di capitale da 300 milioni di euro. Cento arriverannno da Unicredit e San Paolo, 75 da Poste. Intanto, i consiglieri si dimettono in blocco

ROMA - L'aiuto di Poste ci sarà. Con buona pace di British Airways che solo ieri aveva chiesto l'intervento dell'Ue vedendo nell'intervento di Sarmi e compagnia un "aiuto di Stato". Il matrimonio fra Alitalia e Poste Italiane, insomma, "s'ha da fare": lo ha deciso il Cda dei soci dell'ex compagnia di bandiera. Lo stesso Consiglio che, al termine di una seduta fiume andata avanti per tutta la notte, ha deliberato all'unanimità l'aumento di capitale da 300 milioni di euro da offrire in opzione ai soci in proporzione alla quota di capitale posseduta. 

La via, d'altronde, era quanto mai stretta: o ricapitalizzazione o stop ai voli. Il percorso ora è tracciato, con i soci che avranno trenta giorni di tempo, dal 16 ottobre, per sottoscrivere le nuove azioni. Dopo la sottoscrizione, però, è già pronto un altro terremoto: tutti i consiglieri d'amministrazione, infatti, hanno deciso di rassegnare le dimissioni irrevocabili dalla carica, con effetto dalla data della prossima assemblea. 

Per qualcuno che va, qualcuno che arriva. "Ai soci che avranno sottoscritto tutte le nuove azioni di loro spettanza - spiega Alitalia in una nota - sarà concesso un ulteriore breve periodo di tempo per sottoscrivere eventuali azioni rimaste inoptate. Subordinatamente all'approvazione dei propri organi deliberanti - ed è qui che la faccenda si fa seria - si prevede che Poste Italiane garantisca la sottoscrizione di complessivi 75 milioni dell'aumento di capitale rimasti eventualmente inoptati e  Intesa San Paolo e Unicredit garantiscano la sottoscrizione di massimi 100 milioni dell'eventuale ulteriore inoptato".

Tradotto: se una parte di capitale dovesse non essere "coperta" dai soci, il che accadrà, Poste interverrà con un bel gruzzoletto da 75 milioni di euro e San Paolo e Unicredit con altri cento milioni. 

Preso spiegato, quindi, perché l'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, oggi sarà a Parigi per incontrare i vertici di Air France, sempre meno decisi nel restare in Alitalia. L'intenzione è contrattare con i francesi le modalità dell'eventuale, sicuro, ingresso di Poste nel capitale della compagnia aerea italiana. Anche se, ormai, le modalità sembrano chiare: 75 milioni subito, per la salvezza, e poi si vedrà. Più o meno quanto accadde nel 2009 con la (s)vendita ad Air France-Klm: come è finita è storia nota. 


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