Sanremo 2021, appello delle major del disco ad Amadeus: "Voti solo la stampa musicale"

La Fimi chiede che a votare le canzoni sia soltanto chi si occupa di musica tutto l'anno, restringendo i votanti della Sala Stampa ai soli critici musicali. Ma i produttori indipendenti non sono d'accordo

Sanremo 2021 è ancora lontano ma neanche poi troppo e infatti già adesso si inizia a pensare al Festival che sarà. E ci pensa anche la Fimi, la Federazione Industriale Musicale Italiana che rappresenta produttori e distributori in campo musicale e discografico. Mentre Amadeus "è alle prese con l'algoritmo delle giurie che sceglieranno il vincitore", scrive il Corriere della Sera, l'associazione chiede che dalla prossima edizione i criteri privilegino più la musica e meno lo spettacolo. C'è l'ipotesi che Amedeus voglia allargare ancora di più la platea dei giornalisti. Il voto della sala stampa, ricorda il Corsera, è stato determinante nelle ultime due edizioni, che hanno visto trionfare Mahmood e Diodato, due canzoni e due talenti "che altrimenti avrebbero fatto più fatica".

Ma la Fimi non ci sta. "Chiediamo che a votare le canzoni sia chi si occupa di musica durante tutto l’anno. Dalla sala stampa dovrebbe emergere un voto tecnico sui brani. Con il meccanismo attuale, invece, hanno diritto di voto anche professionisti e testate che si occupano di tv e costume", dice Enzo Mazza della Fimi.

"È lo stesso tema di quello che tutti chiamano premio della critica, ma in realtà è il premio della sala stampa. In entrambi i casi ci sono da vincere le resistenze Rai che vuole essere ecumenica e teme le vendette degli esclusi. E anche il rischio di arrivare a un panel conservatore e ideologicamente contrario al pop e alla contemporaneità come quello del Premio Tenco", spiega il Corriere.

Di parere opposto a quello di Mazza è Dario Giovannini della Carosello Records (quella del vincitore dell'anno scorso Diodato), vicepresidente della PMI (che raccoglie i produttori indipendenti). "Credo che il peso del voto della sala stampa sia stato fondamentale in questi anni, riuscendo a valorizzare progetti ed artisti che fino a qualche anno fa erano ‘schiacciati’ dal dominio del televoto", dice Giovannini a IlFattoQuotidiano.it.

"Ricordiamo che, anche grazie alla sala stampa, in questi anni sono esplosi progetti importanti che oggi hanno un posto importante nella musica italiana. Non va dimenticata l’importanza anche di siti e blog più piccoli che hanno capacità ed impatto nella percezione musicale. Selezione all’origine? Parliamone, ma quali sono i criteri di scelta? Di quante unità parliamo? Se limitano la stampa vincerebbero sempre i talent. Non vincerebbe mai un Diodato. Gli indipendenti portano quasi sempre progetto di lungo respiro, i grandi discografici ormai lavorano one shot".

"La proposta FIMI mi stupisce ma non mi stupisce allo stesso tempo. Il rischio, parlo da costituzionalista del Festival, è quello di togliere l'imprevedibilità del risultato o farlo decidere in stanze diverse", dice Eddy Anselmi, autore dello show italiano su Eurovision e storico di Sanremo.

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L'attuale sistema di giurie è stato riconfermato lo stesso giugno da Amadeus, ricorda Il Fatto, dopo i risultati positivi degli ultimi due anni.

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