Lunedì, 10 Maggio 2021
un passo indietro

"Sono una testa di ca*, ho telefonato alle persone offese", Willie Peyote rompe il silenzio dopo le polemiche

Domenica il rapper, sesto classificato a Sanremo, si era scagliato contro Francesco Renga, Ermal Meta, Aiello e Barbara d'Urso

Willie Peyote, 35 anni (Foto Ansa)

"Ci tenevo a mettere il punto su determinate questioni che sono venute fuori negli ultimi giorni perché ci tenevo ad essere lucido". Così Willie Peyote torna a parla su Instagram dopo il polverone sollevato sui social a proposito delle esternazioni su Francesco Renga, Aiello ed Ermal Meta in occasione della partecipazione al Festival di Sanremo. Dichiarazioni offensive nei confronti dei colleghi di palco per cui oggi si scusa "dopo averlo fatto con i diretti interessati già domenica mattina", assicura. 

Le scuse di Willie Peyote

Le affermazioni di Peyote sono arrivate nell'ambito di una trasmissione web che il cantante, sesto classificato a Sanremo col brano 'Mai dire mai (La Locura'), tiene su Twitch, social network molto usato dai ragazzi. "Con alcuni dei colleghi ho già chiarito, con altri spero di farlo presto", dice Peyote in un videomessaggio condiviso via social. "Ovviamente mi rendo conto che alcune frasi non sono state uscite infelici ed è giusto che la gente ti faccia notare quando dici minc*iate".

"So di essere una testa di cazzo - prosegue - so che potevo risparmiarmi alcuni commenti, le parole peggiori possibili. Potevo risparmiarmelo. Quelle parole sono state dette nell'ambito di un programma con amici comici e voleva commentare Sanremo con un fare goliardico come fossimo a casa per alleggerire la tensione del festival: queste non vuole essere giustificazione ma dare un contesto a quanto accaduto". 
"A volte - conclude - il microfono dovrebbero spegnermelo. Cercherò di farci attenzione ma non posso garantire che non dirò piu minchiate nella mia vita. Me ne assumo responsabilità, perdonatemi". 

La lite tra Ermal Meta e Willie Peyote subito dopo la finale di Sanremo

Le dichiarazioni di Willie Peyote contro Renga, Meta, Aiello e Barbara d'Urso

Ricordiamo che sotto tiro, in occasione di una delle ultime live su Twitch, erano finiti i colleghi Francesco Renga, Ermal Meta e Aiello. Nel caso del primo, l'osservazione è stata "Era uno dei rappresentanti della bella vocalità italiana, ma questa sera ha cagato sul microfono, ti dico solo che sembrava Aiello". Del secondo, invece, ha criticato la ruffianeria: "Ermal il primo posto non se lo meritava per niente - ha detto a proposito della serata cover, in onda mercoledì - Ha cantato Caruso nel giorno del compleanno di Lucio Dalla ed è stata una scelta ruffiana". In difesa di Renga è arrivata l'ex compagna Ambra Angiolini, Meta invece si è difeso da solo: "Potevi dirmelo in faccia", ha replicato, aggiungendo "penso invece che tu sia bravo". 

La furia di Ambra contro le critiche a Francesco Renga

Nelle stesse ore il rapper ha deriso anche Barbara d'Urso, colpevole di aver frainteso il testo del suo brano. "Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype", canta Peyote. Peccato che Barbara abbia interpretato male il testo, traducendo 'hype' con 'live' ed immortalandosi mentre canticchia il brano in citazione del suo 'Live - Non è la d'Urso'. "La famosa comprensione del testo", ha replicato Willie. Poi, in conferenza stampa, ha commentato così l'endorsement: "Ieri ho visto la D’Urso che condivideva la mia performance, quindi sono consapevole che non l’abbiano capito il pezzo, questo mi pare evidente". Pezzo che è critica aperta alle dinamiche di funzionamento dello spettacolo italiano, e, più in generale, alla spettacolarizzazione.

Dopo Sanremo, è Willie Peyote show sui social. Il cantante sfotte (anche) Barbara d'Urso

In basso, il video di scuse di Willie Peyote dopo Sanremo

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